Unlock Creativity

Dai senso al tempo, tuo e degli altri

Unlock Creativity
Cecilia Piccoli
Digital strategy, social communication
30 Marzo 2020

LOCKDOWN CASE STUDY
Ristorante Al Cjasal

Sviluppa contenuti che diano valore al tempo che le persone hanno a disposizione. Dai loro consigli, mettiti alla prova in quello che sai fare meglio e insegna loro qualcosa. Così potrai entrare a far parte delle loro giornate, impiegando nel miglior modo anche le tue.

La famiglia Manias è proprietaria del ristorante Al Cjasal a San Michele al Tagliamento (VE), dal 1999. Dopo un decennio, i due fratelli Stefano e Mattia, insieme a Elena Falliero, formati da esperienze prestigiose presso le cucine stellate di Enrico Bartolini e Massimiliano Alajmo, tornano a casa e rivoluzionano con le loro potenti idee la cucina tradizionale fino ad allora servita.

Il riconoscimento di clienti e critica non tarda ad arrivare e oggi il Cjasal è una perla della ristorazione italiana, anche per la capacità di costruire e raccontare il proprio brand.

Già presenti sui social con il profilo del ristorante e quello dedicato al loro orto di primizie, Stefano, Mattia ed Elena non hanno perso un istante prima di capire come rendere il lockdown un’opportunità costruttiva.

 

 

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Dalle rispettive case, in tempo zero, hanno fatto partire tre progetti paralleli che condividono sui social:

  • Stefano gira dei brevi video tutorial in forma di Stories, in cui prepara e ci insegna come realizzare alcune ricette. Video semplici e godibili, in cui vediamo la sua maestria al servizio di ricette replicabili da chiunque
  • Mattia, Elena e Leonardo trasformano la cucina di casa in un laboratorio di sperimentazione di nuovi piatti. Lo chiamano LAB 30/1 (dal numero civico di casa!) e si propongono di realizzare il nuovo menu à la Carte del ristorante, rendendoci partecipi grazie agli aggiornamenti condivisi
  • Stringono una collaborazione con il bartender Federico Maurizio, che realizza per loro altri brevi video per mostrarci come preparare dei cocktail anche a casa, con ingredienti di facile reperibilità per tutti.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Stefano Manias, e ci siamo fatti raccontare come tutto questo è stato prima pensato e poi realizzato, in tempi così brevi.

Che cosa vi ha spinto a realizzare questa attività?

Abbiamo sempre riconosciuto l’importanza dei social per il nostro business, tuttavia finora le nostre energie sono state quasi esclusivamente rivolte al locale.
Quando è stato chiuso a seguito del decreto, abbiamo pensato in fretta a un’idea per fare in modo che i nostri clienti continuassero a seguirci e sentirci vicini, sfruttando i social alla nostra maniera: elegante, dinamica, con una strategia rivolta al futuro.

Il messaggio, per noi e per tutti, è quello di non mollare e abbiamo pensato di esprimerlo in due modi: da un lato creando contenuti didattici, rivolti a stimolare le curiosità culinarie dei clienti, dall’altro continuando a sviluppare idee per il nuovo menu.

 

 

Come vi siete organizzati per metterla in pratica?

Ci siamo semplicemente chiesti: perché la gente dovrebbe seguirci sui social?

Per capirlo, abbiamo dato seguito alla richiesta che da anni tutti i clienti ci fanno, ovvero quella di sapere che cosa cucina uno chef a casa propria.

Così io, Stefano, ho aperto le porte di casa e invitato le persone a vedere che cosa preparo per pranzo con la mia famiglia, cercando allo stesso tempo di dare consigli per realizzare le ricette.

Ma non era abbastanza.

Abituati a studiare i nostri piatti con un anno di anticipo, abbiamo pensato a come creare un laboratorio di idee “casalingo”. Mattia ha portato a casa sua l’attrezzatura del ristorante necessaria per LAB 30/1, e ha cominciato a ragionare sulle nuove idee di menu.
L’imperativo era soddisfare la curiosità delle persone, rispetto al nostro lavoro in questo caso, mostrando loro cosa li aspetta non appena il ristorante riaprirà.

Al momento, qual è la risposta dei vostri follower?

La risposta è stata, anche un po’ inaspettatamente, importantissima.
È aumentata la visibilità del nostro locale ed è cresciuta la fanbase, nonostante quello che abbiamo fatto finora sia solo una piccola parte di tutto ciò che abbiamo in mente di sviluppare nel futuro.

I follower sono attivi, ci stimolano con la loro curiosità e questa è la conferma che aspettavamo per capire di aver intrapreso la strada giusta.

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